boitte>A proposito di Mondi ed
incarnazioni
Il
mondo virtuale è popolato da entità che
condividono spazi comuni.
La matrice onirica delle possibili esistenze è
infinita; tante quanto il desiderio riesce ad immaginare.
Una realtà di questo tipo pare essere l’ideale
per concedersi finalmente delle chance. Magari solo
per gioco o per soddisfare qualche curiosità.
L’esistenza
ordinaria è a volte opprimente, ci pressa con
le sue incombenze e con le sue necessità, più
che un elogio alla vita può apparire come il
distendersi di una nebbia che smorza i contrasti rendendo
ogni cosa con i colori di un fondale che sbiadisce.
Realizzare un doppio Sé attraverso il quale sperimentare
spazi incogniti (luoghi virtuali-luoghi della mente)
è possibile, meravigliosamente possibile!

Matrix
Attraverso
le applicazioni tecnologiche, così strabilianti
quanto macchinose ed obsolete , ci si può proiettare
e ci si può muovere liberamente in un modo che
è come un fiume rigoglioso e generoso di aspettative,
dove il proprio posto potrebbe essere ovunque e l’avventura
è assicurata. Una sorta di Paese dei Balocchi,
un archetipo del Bengodi, la ricompensa ai dolori ed
alle rinunce; il Paradiso insomma…
“C'è
chi va lì per ciattare, chi va li per conoscere
altri avatar, per
costruire palazzi, per fare sesso, per comprarsi vestiti.
Ovviamente più
uno fa, più uno spende e cosa spende? Spende
dei Linden Dollars (tramuti
dollari veri in Linden Dollars tramite la carta di credito)
che sono la
valuta locale di questo mondo che non è un videogioco,
è un delirio e non ha
senso se non quello che gli vuoi dare tu.
Come la vita”. 1
Si
cambia corpo divenendo persone nuove, assumendo qualsiasi
identità e trasformandosi, come tutti gli altri
partecipanti al convivio apparecchiato da una mente
superiore, nella cibernetica proiezione incorporea che
nulla teme e che, apparentemente, a nessuno nuoce…
Esattamente quanto accade nel Regno di Morfeo.
Le
cause che portano questi mondi paralleli ad essere così
frequentati sono molteplici e dettate dalla complessità
delle istanze di ogni individuo ma, assumendo un punto
di vista più panoramico, è possibile percepire
il fenomeno nella sua globalità e convertirlo
in una parola, in un denominatore comune: sogno.
Attraverso
il sogno si dipana la matassa dell’esistenza,
esso è lo spartiacque tra vita pubblica (veglia)
e vita privata (sonno), è il luogo in cui, ad
intervalli regolari, ci lasciamo scivolare e da cui
riemergiamo rigenerati nel corpo e nella mente.
È l’esperienza nuova che ci investe quando
siamo passivi ed indifesi; gli eventi a cui partecipiamo,
la memoria dei fatti accaduti, i contesti, possono alternativamente
lasciare un fardello da metabolizzare nel tempo oppure
ristorare liberando dai crucci e le oppressioni del
giorno prima.
I mondi virtuali propongono l’alternativa del
controllo e dello scambio proficuo, della memoria illimitata
che registra persino il più sparuto bit.
Essere dispensati da un completo coinvolgimento sussistendo
implicati solo in “seconda persona”, pone
le condizioni perché la creatività possa
esprimersi senza inibizioni, configurandosi quale atto
demiurgico.
In questa ambizione non c’è nulla di nuovo,
nulla di moderno.
L’uomo che cerca se stesso per risolversi, al
termine del viaggio, nella consapevolezza di Sé,
è l’Eroe mitico, l’essere ancestrale
in cerca di riscatto.
Avatara
“Questo termine significa “discesa”,
in particolare la discesa di una divinità sulla
terra…
La concezione di Avatara è probabilmente uno
sviluppo dell’antico mito secondo il quale, in
virtù del Potere Creativo della sua Maya, una
divinità poteva assumere qualsiasi forma volesse…”
2

Bbaji
Maha Avatar
"Io non sono niente e nessuno.
Sono solo uno specchio nel quale potete vedere voi stessi.
“Il
caso non esiste”
È
una constatazione che ben si adatta al soggetto che
qui trattiamo, perché mai definizione fu più
felice di “Avatar” per indicare le entità
reali ed al contempo astratte che popolano il cyber
spazio.
Il Potere Creativo (Maya nella lingua indù) è
per l’uomo contemporaneo, il progresso tecnologico
che, condizionato dalla volontà divina ( l’uomo
nel suo sopore antropocentrico), crea le forme e gli
oggetti dei sensi, dispone le regole e genera le passioni.
Le
affinità tra mondi onirici e mondi virtuali si
svelano in una serie di istanze comuni:
* L’esperienza può essere realistica o
fantastica
* in soggettiva o panoramica
* L’esperienza può disinibire il subconscio
* evocare paura e piacere
* proporre regole ribaltate e bizzarre
* L’esperienza termina
L’Avatara
si incarna subendo le leggi del mondo.
Divenendo uomo e sperimentando l’esistenza sul
pianeta, ne partecipa le incognite e ne condivide le
vicissitudini.
1)
http://groups.google.it/group/it.cultura.single...
2)
Dizionario dell’Induismo Ubadini Editore, Roma
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