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Acura del Prof. Maurizio Lacatena

Docente di Storia dell’Arte presso l’Istituto d’Istruzione Superiore
“M. Lentini Mottola”.
Ha collaborato con le Pubbliche Amministrazioni realizzando progetti nell’ambito della Scuola.


Iconografia e devozione

L’immagine di Cristo a Martina Franca è oggetto da sempre di sentita devozione e culto.
Molte sono le opere che documentano questo: il Crocifisso Miracoloso, che si conserva nella chiesa del Carmine, o l’Icona del Vero Volto di Gesù gelosamente custodito dalle Clarisse nel convento delle Monacelle, il Cristo Morto, il frammento della Vera Croce, protetta da un bellissimo reliquiario settecentesco nei locali che ospitano la Confraternita dei Nobili.
Già nel XV secolo il Tempio di Santa Croce sorgeva sulla parte più alta della cittadina, questa chiesa è ancora adesso chiaramente distinguibile ed ospita una piccola attività antiquariale.
L’impianto centrale evidenzia chiaramente l’origine del suo culto, più orientale che romano, inoltre sono ancora leggibili l’iconostasi e altre caratteristiche che la avvicinano alle tipologie templari del mondo rupestre dei paesi limitrofi.
Le opere qui presentate oltre ad assumere un valore documentaristico, sulla devozione appunto, si connotano per l’importanza artistica che rivestono.

CRISTO ALLA COLONNA: opera di un artista di Gallipoli, Cesare Penna, databile nel primo quarto del XVII secolo, è in legno policromo, si conserva nella Basilica di San Martino.
In questo capolavoro il Penna dimostra di avere interiorizzato la drammatizzazione caravaggesca, Cristo isolato dai suoi flagellatori, attraverso lo sguardo, inchioda l’osservatore alle proprie responsabilità.

CRISTO ECCE OMO:
le prime notizie che si hanno dell’ opera ce le riferisce un libro anonimo del ‘600, quando finito un lungo periodo di siccità la statua venne portata in processione per le vie in segno di riconoscenza e devozione.
La scultura lignea si conserva presso la bellissima chiesa tardo rinascimentale di San Francesco da Paola. Essa è caratterizzata dal corpo livido del Cristo, forma espressiva tipica della cultura rinascimentale italiana, e dall’evidente carattere espressivo con cui è stata pensata l’opera.

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